Benvenuto 2023: bilanci e ricordi di Nando Mura

Siamo felici di ospitare su Basketland una delle firme del giornalismo sardo più interessanti, incalzanti e generose.
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Abbiamo chiesto a Nando Mura, storica penna del basket sardo, e non solo, un augurio speciale per questo 2023. Dopo qualche ora ci ha consegnato un pezzo stupendo, con un ricordo in particolare, e ci scommettiamo qualsiasi cosa, sconosciuto ai giovani di oggi. Siamo felici di ospitare su Basketland una delle firme del giornalismo sardo più interessanti, incalzanti e generose. 

Sta bene: ma può, potrebbe, star meglio. Il 2023 si apre, ed è già tanto, con obiettivi da raggiungere o da consolidare. A Sassari come a Cagliari, in campo sia maschile che femminile. Cinque squadre nazionali: le due Dinamo, Esperia, Cus Cagliari e San Salvatore Selargius. Altre formazioni, poi, sono decise a uscire dai confini isolani sempre più stretti: la Virtus su tutte (vuole riprendersi la “sua” A2 femminile perduta), ma anche le maschili Sant’Orsola Sassari e Ferrini Quartu. Su questa bella torta c’è poi la ciliegina: Marco Spissu, ormai il più forte playmaker italiano, diventato popolare, apprezzato e cercato anche in tutto il Vecchio Continente grazie ai suoi exploit sia in Nazionale che nelle coppe europee. Nel 2022 ha viaggiato (quasi) con il 90% dalla lunetta e (quasi) il 50% nelle triple.

Che cosa manca, soprattutto a Cagliari: Sassari non può certo lamentarsi. Mancano i grandi eventi, quelli che faranno epoca, quelli che attirano i giovani sul parquet come le api sul miele. C’è stata una generazione che ne ha vissuto un paio diventati indimenticabili, capaci di dare una grande accelerazione a tutto il movimento, e che proprio nel 2023 festeggiano significativi anniversari.

Il 4 marzo del 1973, mezzo secolo fa, è stato giocato a Cagliari il match dei match, prima che nella pallacanestro italiana facesse prepotentemente irruzione la Dinamo dello Scudetto, e delle cinque coppe (una europea): quello vinto dal Brill sull’Ignis che in quel momento era “soltanto” campione del Mondo, d’Europa e d’Italia. Io, all’epoca, ero con Beppe Muscas (coordinati da Franco Carpineti) uno degli addetti allo scout e godersi lo spettacolo a bordocampo era stato un privilegio. Cinque, forse anche seimila persone in tribuna: un delirio. Era stato come aver vinto uno Scudetto: come tale, perlomeno, viene tuttora ricordato.

Il 14 luglio del 1963, sessant’anni fa, gli Harlem Globetrotters disputarono la prima partita nell’isola: un match forse unico al mondo perché fu giocato (il Palazzetto sarebbe stato costruito solo cinque anni dopo) nel suggestivo scenario dell’Anfiteatro Romano. Quel giorno io compivo nove anni e da un anno giocavo a pallacanestro: il regalo dei miei genitori era stato il biglietto d’ingresso. Non mai più ricevuto, non solo per il mio compleanno, un regalo così bello.

Oggi vediamo un basket migliore, quello della Nba o dell’Eurolega: ma in tv. Non è, e non sarà mai, la stessa cosa.

Nando Mura