Il cielo è ancora azzurro sopra Berlino

L'Italbasket femminile ai Mondiali di Berlino ci ha trascinato in un tripudio di emozioni. Un'eredità preziosa e da coltivare.
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Da quanto tempo non ci emozionavamo così per una nazionale di pallacanestro?
L’Italbasket femminile ha lasciato il palcoscenico dei Mondiali dopo la sconfitta beffa contro l’Australia, finita 80-82 dopo una rimonta incredibile (-26 punti).
Un percorso in crescendo dopo tante delusioni e sconfitte, ingerite negli anni, mentre le spalle si facevano corteccia. Il bronzo all’ultimo Europeo, il Premondiale da sogno, la partita d’esordio a Berlino perfetta contro la Cechia, da manuale e coraggiosa contro gli Stati Uniti, lo stop fisiologico contro la Cina e infine il duello perso allo scadere contro l’ennesima squadra che figura tre le migliori al mondo.
Al Mondiale mancavamo da 32 anni.
L’Italbasket c’è, gasa e appassiona, ci fa disperare e ci porta a livelli altissimi, paga i suoi errori e mette l’anima. Sa essere squadra. Non cerca fortuna e mai la trova, sa che deve sudare e faticare più di tutte. Impegno e dedizione, cuore e gambe che vanno all’unisono. Non ci sono scuse. Mai.
Nonostante pochissime tesserate rispetto a tante altre nazionali, anche di altri sport, nonostante le condizioni pietose di tante palestre e mille altre difficoltà, 12 giocatrici hanno fatto paura agli USA e lasciato incredule le australiane (5 di loro giocano in Wnba) a fine partita, tanto che non hanno praticamente festeggiato, scoccata la sirena.
C’è da provare orgoglio, ammirazione, riconoscenza, empatia. Queste ragazze sono state commoventi e motivo di ispirazione, guidate da un coach che insegna a stare al mondo e da uno staff ineccepibile.
La pallacanestro femminile ha questo di prezioso: ci ricorda di cosa siamo fatti. Restituisce uno spirito antico, di condivisione del bene e del male. Assunzioni di responsabilità collettive, partendo dal lavoro individuale. L’Italbasket ha scritto e applicato un trattato di etica della fragilità e soprattutto di futuro comune. Le americane, quelle che sembravano imbattibili, la chiamano legacy. L’eredità è provarci ancora, con più ferite ed esperienza, tutte le prossime volte che capiteranno e che faremo ricapitare. L’Italbasket ci ricorda cosa significa saper stare insieme.
Grazie Italbasket.